Emergenza climatica

Categories: Territorio/Ambiente
Written By: Francesco Suraci

 e la sicurezza energetica: si è svolto a Roma il Major economies forum

 

 

Clima ed energia sono stati al centro dell’attenzione del ‘Major economies forum’ (Mef) conclusosi a Romanei giorni scorsi.

Nel complesso dell’Aranciera di San Sisto a Roma , fino a ieri, si sono confrontati i ministri dell’ambiente di 22 paesi, rappresentanti della Commissione europea, della presidenza dell’Unione europea e il segretariato generale della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici dell’Onu (Unfccc).

L’emergenza climatica e la sicurezza energetica saranno i temi al centro del dibattito, e in particolare gli interventi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e i relativi finanziamenti stabiliti dall’accordo di Copenaghen a breve termine (fondi ‘fast start’ per un totale di 30 miliardi di euro tra il 2010 e il 2012) e a lungo termine (100 miliardi al 2020).

Ma si è parlato anche di metodologie di monitoraggio, rendicontazione, verifica e analisi internazionale degli interventi per la riduzione delle emissioni.

L’obiettivo è fare uscire i negoziati internazionali sul clima dalle secche in cui erano finiti a dicembre al meeting di Copenaghen creando le condizioni per raggiungere un’intesa internazionale sulla lotta ai cambiamenti climatici in vista della conferenza di fine anno a Cancun.

Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo ha commentato la riunione Mef (Major Economies Forum) affermando che “Cancun non sara’ una svolta”. “Non abbiamo raggiunto grossi risultati”, ha commentato il ministro, “ma siamo tutti determinati a puntare a Cancun non per raggiungere un accordo globale cosi’ come si pensava per Copenaghen, ma se riuscissimo a definire una robusta architettura condivisa per un futuro accordo potremmo dire di aver raggiunto un risultato positivo”.

E ha insistito: “Non dobbiamo cadere nell’errore di Copenaghen alzando troppo le aspettative per poi conseguire un flop. Siamo consapevoli che non ci sono condizioni per un accordo globale e bisogna lavorare per avvicinare le posizioni dei paesi”. (AGI) .

 Questo articolo è tratto da: Il Quotidiano Ipsoa

 

 

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